Fino a 14 anni non sapevo nuotare. Mi sono sbloccato solo grazie a un corso in piscina, in prima liceo.
Avevo paura dell’acqua. Ce l’ho ancora adesso: ogni volta che sto per tuffarmi ho il terrore che qualcosa spunti da sotto i miei piedi.
Eppure guardo queste foto e penso: cavolo, quello sono io.
Cinque anni fa non ci avrei creduto.
Due anni fa mi sono tuffato da una barca in mezzo all’Oceano Indiano e ho nuotato sopra uno squalo balena e una manta. Ho fatto tre immersioni, l’ultima a 10 metri di profondità con le tartarughe.
La paura non è sparita. È ancora lì, ogni volta.
Tutto questo mi è tornato in mente a pranzo con degli amici. Raccontavo della vacanza quando uno di loro ha detto: “Io non riuscirei mai ad immergermi, ho troppa paura.”
Ho risposto quasi senza pensarci: “Anche io ho paura — però mi è piaciuto, sai?”
E lì ho realizzato una cosa: il limite non era l’acqua. Era nella mia testa.
Quello che cinque, dieci anni fa mi sembrava impossibile — oggi è successo davvero.
A volte dovremmo essere più riconoscenti verso noi stessi. La versione di noi che esiste oggi, con le esperienze che ha vissuto e i limiti che ha superato, qualche anno fa sarebbe sembrata irraggiungibile.
Siamo già oltre quello che pensavamo di poter essere😊